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  • Come conservare i gioielli e farli durare più a lungo

    Come conservare i gioielli e farli durare più a lungo

    I gioielli sono sempre meravigliosi…quando sono nelle vetrine dei negozi. Mi è capitato di recente, durante il mio viaggio di nozze, che tutti sapessero prima che glielo dicessi di essere uno sposino. Ma come facevano? Semplice. La mia fede, come loro stessi mi facevano notare poco dopo, era lucida e splendente – la fede di uno sposino. Nel tempo invece ci siamo abituati a vedere fedi graffiate, il cui colore originario è ormai solo un ricordo o più semplicemente sporche. E questo non vale solo per le fedi ma in realtà per tutti i tipi di accessori! Ecco perché è importante curarli adeguatamente, per preservare la loro bellezza, ed ecco perché oggi abbiamo scelto di dedicare il nostro articolo a come conservare i gioielli.

    Abbiamo quindi raccolto tanti piccoli suggerimenti che possono aiutarvi, con semplicità, a mantenere più a lungo la bellezza dei vostri gioielli. Gioco forza, i consigli che abbiamo raccolto sono di natura generica; quindi, potrebbero essere applicati con più facilità ad alcuni tipi di gioielli piuttosto che ad altri. In ogni caso, abbiamo cercato di raccogliere idee che, seppur a momenti banali, non sono sempre così immediate!

    Punto primo: come conservare i gioielli

    Ecco, partiamo dalla base: ovvero, come e dove riporre i vostri gioielli. Un passaggio scontato, ma che può veramente donare inaspettata longevità a molti dei vostri accessori preferiti. Il primo consiglio che possiamo darvi è quello di conservare in ordine i vostri gioielli: assolutamente banditi, quindi, i portagioie dove regna la confusione e dove per trovare bisogna frugare.

    come conservare i gioielli disordinati
    Come NON conservare i vostri gioielli. Ottimo per fare una foto, pessimo per loro sopravvivenza.

    Inutile dire che, oltre a essere una soluzione poco pratica in termini di tempo speso a cercare, questo tipo di portagioie è tutto quello che dovreste evitare. In una situazione di questo tipo i gioielli rischiano sempre di urtare fra loro, sfregare e quindi, in buona sostanza, di graffiarsi.

    Per questo l’ideale sarebbe sempre conservarli nelle loro cassettine originarie, che spesso hanno anche un supporto morbido che evita che con eventuali spostamenti possano risentirne. Le casettine hanno anche un ulteriore vantaggio: quello di limitare l‘esposizione all’aria e alla luce. Questi due agenti ossidano e opacizzano anche i metalli più preziosi. Se non disponete più delle scatoline originarie, usate sacchetti morbidi di velluto oppure semplici sacchetti morbidi, che potete trovare facilmente nelle cartolibrerie o nei negozi di accessori.

    In questo caso, sarebbe meglio che ognuno dei gioielli avesse un suo sacchetto e magari un ordine che vi permetta di non spostarli tutti ogni volta che ne cercate uno. Ci rendiamo conto però che questa è una soluzione da “veri professionisti”: non tutti hanno questo spazio – e questa pazienza!- da dedicare ai propri gioielli. In alternativa, si può sempre ripiegare su un piccolo organizer da disporre in un luogo non esposto alla luce.

    come conservare i gioielli ordinati
    Qualcosa del genere può andare bene per mettere un po’ d’ordine.

    Come fare durare più a lungo i gioielli

    Bene, abbiamo visto come conservare i vostri gioielli: spazi separati, ordinati, lontano dalla luce diretta e possibilmente chiusi in sacchetti di velluto. Aggiungiamo che, oltre a luce e aria, è bene che siano conservati anche distanti dalle fonti di calore, dato che la temperatura potrebbe accelerare il processo di ossidazione del metallo prezioso oppure alterare la colorazione delle pietre.

    A questo punto ci sono però alcuni suggerimenti su come e quando adoperare i vostri gioielli che potrebbero aiutarvi a garantirgli più tempo. Il primo di questi suggerimenti è di scegliere quando indossare i vostri gioielli: sebbene la vocina nella testa vi suggerisca che toglierli comporta il rischio di perderli, spesso è una soluzione conveniente per i vostri accessori. Soprattutto se state usando prodotti cosmetici o durante le faccende domestiche se usate prodotti chimici.  Il contatto con detersivi, sudore, detergenti per il corpo, cosmetici e la naturale acidità della pelle rischiano di rovinare non solo la parte in metallo dei vostri gioielli, ma anche le pietre preziose. Attenzione quindi anche all’attività fisica.

    gioiello nella scatola argentea

    Per questo motivo è sempre meglio anche indossare i gioielli solo dopo aver completato tutto il look. Evitate sempre, se potete, di spruzzare sopra i vostri gioielli profumi, lacche o lozioni. Questo accortezza vale sia per le perle, che rischiano di rimanere macchiate, sia per tutte le pietre semidure.

    Come conservare i gioielli alcuni consigli

    Un altro accorgimento che non dovete mai trascurare è di evitare di portare i vostri gioielli in spiaggia con voi. La sabbia infatti è adoperata proprio per levigare e smussare angoli e superfici. Immaginate cosa può fare ai vostri gioielli!

    Non dimenticate, inoltre, di effettuare una regolare manutenzione. Potete utilizzare un panno morbido (e pulito!). E se non ci sono perle o pietre, potete tranquillamente immergerli nell’acqua bollente per qualche minuto e dopo asciugare con il fidato panno morbido.

    Eccoci giunti alla fine. Speriamo che questi semplici consigli possano esservi stati d’aiuto! E se voleste scoprire anche i segreti per pulire al meglio la vostra argenteria, ecco l’articolo che fa al caso vostro!

  • Occhiali da sole: come sceglierli in base al viso?

    Occhiali da sole: come sceglierli in base al viso?

    Ci risiamo. Hai visto quel paio di occhiali da sole che ti piacciono da morire. Sono lì, in vetrina. Magari sono anche a buon prezzo, una vera e propria tentazione. Ma ancora una volta, appena li hai provati, sembra che la magia si sia infranta: non ti ci vedi per niente. Magari è già successo anche a te, a me è successo molte volte (anche col mio vestito da sposo!), che qualcosa che ci piace molto non ci stia poi bene quando indossato. Nel caso degli abiti, dipende dalla nostra corporatura, dalla nostra altezza e da altri fattori. E nel caso degli occhiali? Beh, scegliere gli occhiali da sole può sembrare facile, ma in realtà non è così. Ci sono molti aspetti da valutare prima di provvedere alla scelta e sicuramente uno dei più importanti fra questi è la conformazione del nostro viso.

    Ricordati che, oltre a proteggere i nostri occhi dai raggi UV, gli occhiali da sole sono anche un meraviglioso accessorio. Questo significa che possono aiutarti a esprimere meglio il tuo stile, creano il tuo outfit e – tramite questo- manifestano la tua personalità.

    Occhiali da sole come scegliere

    Come scegliere gli occhiali da sole: considerazioni preliminari

    Lo sappiamo, l’occhio vuole la sua parte! In fondo, siamo qui per capire quale occhiali da sole ci possono stare meglio. Ma prima di passare a un discorso puramente estetico è sempre bene dare qualche indicazione generale su come scegliere i propri occhiali da sole.

    Ricordiamoci che stiamo parlando di qualcosa che deve servire a proteggere i nostri occhi! Per questo, quando lo scegliamo, è sempre bene rivolgerci a un professionista del settore. Se poi avete problemi con la vista, sinceratevi di parlare prima col vostro ottico di fiducia!

    Ci sono sicuramente anche alcuni parametri che dovete assicurarvi che i vostri occhiali possiedano prima di procedere all’acquisto. Innanzitutto, controllate che dispongano del marchio CE e quindi anche della garanzia europea. In secondo luogo, che dispongano di una nota tecnica informativa che riporti la loro efficacia nel filtrare i raggi solari, un valore che in genere è compreso fra lo 0 e il 4.

    Infine, controllate il marchio del fornitore o della fabbrica di produzione e che siano anallergici perché dovranno stare a contatto con la pelle.

    Particolarmente efficaci contro i raggi UV sono gli occhiali alla melanina, poi ci sono quelli fotocromatici che tendono a cambiare l’intensità di colore in base alla luce esterna e sono particolarmente adatti a chi guida, non dimentichiamo gli occhiali da sole con lenti polarizzati che sono ideali per chi pratica sport d’acqua.

    Un altro aspetto a cui prestare attenzione è che non ci siano anomalie sulla superficie della lente stessa: per appurare questo basta muovere in senso circolare gli occhiali, se l’immagine riflessa viene distorta allora significa che non sono di buona qualità.

    Il colore delle lenti degli occhiali da sole

    Occhiali da sole

    Per proteggere gli occhi in modo più efficace, bisogna porre attenzione al colore della lente. Sembra un aspetto superficiale e poco importante, ma in realtà non lo è affatto: per chi ha qualche difetto alla vista come la miopia, le migliori lenti sono quelle marroni, quelle grigio-verdi per chi soffre di ipermetropia. Entrambe non falsano i colori e proteggono in maniera efficace l’occhio da un fascio luminoso intenso.

    In commercio sono presenti anche lenti colorate fucsia, rosse, azzurre ma sono sconsigliate in quanto non proteggono l’occhio a dovere, contro i raggi solari dannosi.

    Occhiali da sole: come sceglierli in base alla forma del viso

    Viso ovale

    E’ il viso che è più facile da valorizzare con gli occhiali da sole firmati, grazie ai lineamenti classici di cui è caratterizzato: l’altezza degli zigomi e il mento stretto conferiscono al volto armonia. Bisogna fare attenzione dunque, alle dimensioni: su un viso grande è consigliato prediligere occhiali da sole importanti con una montatura che ben risalta il volto, per un viso piccolo invece, occorre optare per un accessorio molto più semplice e lineare.

    Viso ovale allungato

    Il viso ovale si presenta sottile e allungato, gli zigomi sono poco arrotondati. Visto e considerato che la forma del volto si sviluppa in lunghezza, occorrerà scegliere un paio di occhiali che possano riempire il viso in senso verticale. Quindi il consiglio in questo caso è, sceglierne un paio  grandi e alti. Da evitare le mascherine sottili.

    Vanno bene anche le montature più bombate e le forme arrotondate.

    Selfie occhiali da sole

    Viso quadrato

    Quali sono le tipologie di occhiali da sole adatte per questa forma del viso? Essa si presenta piuttosto squadrata e le mascelle sono definite e spigole, per cui vanno bene quelli a gatto perché conferiscono equilibrio ed armonia, ma anche quelli arrotondati e dalle forme grandi vanno più che bene.

    Sono invece da evitare le lenti a forma troppo geometriche.

    Viso tondo

    Gli occhiali da sole per questo tipo di viso non devono essere troppo alti. Il viso si presenta corto e le guance d’altro canto sono piuttosto arrotondate. Pertanto sono da prediligere le montature lineari e delicate e non troppo bombate perché altrimenti si rischia di accorciare il viso.

    Viso a triangolo inverso

    Le guance sono sottili, le tempie e gli zigomi sono allineati, mentre il mento tende ad essere magro e talvolta a punta.

    Vanno bene dunque, gli occhiali da sole grandi e bombati.

    Viso a forma di cuore

    Il viso a forma di cuore è caratterizzato da mento stretto, mascella lunga, e fronte ampia. Quali occhiali da sole scegliere in questo caso? La montatura consigliata in questo caso deve essere leggera e sottile.

    Sono da evitare le montature bombate o troppo grandi.

    Sapevate che esistono, inoltre, degli occhiali da sole gioiello? Potete leggere il nostro articolo per capire di cosa si tratta!

    Hai pensato anche al tuo cane?

  • Pochette gioiello: tutti i consigli per il vostro stile

    Pochette gioiello: tutti i consigli per il vostro stile

    C’era da aspettarselo: dopo la tanta attesa riapertura è iniziata un’intensa stagione di cerimonie, tra cresime, comunioni e soprattutto matrimoni. Come destreggiarsi allora tra tanti inviti e la necessità di adottare sempre un look unico per ogni vostro evento? Quando si riceve un invito per una cerimonia la prima domanda che ci si pone è sempre: “cosa indosserò quel giorno”? In realtà, per avere un look unico e apparire sempre alla moda non è necessario qualcosa di particolare. Basta un semplice abito nero, accompagnato dagli accessori giusti. Quello che non può assolutamente mancare in tal senso è certamente una pochette gioiello! Ma quale scegliere? Pochette, clutch o minaudière? Ecco qualche consiglio utile e di tendenza per poter scegliere la borsa gioiello più adatta al vestito da indossare!

    Pochette gioiello, clutch o minaudière?

    pochette casual

    Nel XIX sec. il trucco era visto come qualcosa di volgare. Tuttavia, all’inizio del nuovo secolo e soprattutto in virtù della spinta della nascente industria cosmetica, il trucco prese sempre più piede. Moltissime donne iniziarono a ricorrervi, e con questa nuova abitudine comparve anche quella di portare con se il nécessaire da trucco con tutto l’occorrente.

    Dopo la prima guerra mondiale, l’uso dei cosmetici si generalizzò e i nécessaires da trucco furono più che mai richiesti: nacque così l’esigenza di trasportarli con sé e quindi le borse vennero pensate anche a tale scopo.

    Agli occhi di un uomo, questi tre termini non hanno alcun valore e , se vedrà questi tre accessori, forse gli sembreranno tutti uguali! Ma queste tre diverse tipologie di minibag differiscono fra loro in maniera significativa e ora scopriremo come mai. Certo, tutte loro possono arricchire il vostro abito e certamente sono adatte a occasioni di cerimonia. Ma ognuna di essere ha le sue specifiche proprietà e si adatta più o meno bene alla mise che avete scelto per la serata.

    Pochette gioiello

    La pochette è di norma in tessuto con un manico e/o tracolla morbida. Caratteristiche peculiari della pochette sono di essere di piccole dimensioni e di forma generalmente rettangolare. Delle tre, è quella meno formale e si adatta quindi anche a occasioni più casual. E’ anche quella che si adatta meglio a vestiti meno vistosi o che è preferibile adoperare in caso di cerimonie di giorno o eventi di natura meno formale (un compleanno ricercato, un anniversario, una laurea…).

    pochette da giorno

    Minaudière

    Il minaudière è una piccola borsa, tendenzialmente rettangolare, la cui caratteristica è di essere rigida. E’ pensata principalmente per occasioni serali, poiché generalmente decorata in maniera vistosa, quindi con ricami, strass, piume e tessuti come il velluto o il broccato.

    La prima Minaudière apparve nel 1934 ed essa era una sorta di scatola gioiello creata e brevettata da Van Cleef & Arpels, ispirata dalla socialitè Florence Gould che era solita portare i suoi cosmetici in una scatola di sigarette Lucky Strike.  Molti altri gioiellieri come Cartier, Tiffany & Co e Chaumet seguirono le loro orme. La minaudière era dunque un piccolo scrigno, un gioiello creato non solo con una funzione ornamentale, ma anche con una funzione utilitaria. Aveva tanti piccoli scompartimenti attentamente disegnati per organizzare al meglio gli oggetti personali della proprietaria. Cosmetici, un pettine, uno specchio, un piccolo taccuino, un bocchino, le sigarette, gli occhiali da lettura, le chiavi e alcuni avevano persino un orologio retraibile.  L’esterno aveva una finitura metallica in oro o argento ed era decorata con pietre preziose o semi preziose oppure con lacca o madreperla.

    Clutch

    La clutch fra le tre è di certo quella più chic e che dunque va abbinata con maggiore attenzione. Questo perché solitamente è più piccola della pochette, è anch’essa rigida come la minaudière e solitamente è da portare a mano. Presenta una chiusura a gioiello a incastro o a clip, oppure presenta nel manico la possibilità d’infilare le dita, come se la borsa presentasse una serie di anelli. Per questo motivo, anche a livello estetico, essa è molto particolare e si presenta come la più curata e al contempo vistosa delle tre.

    clutch con impugnatura a anelli

    Pochette gioiello: come scegliere la più adeguata in base al tuo outfit?

    Come avrete intuito anche dalle descrizioni, per una cerimonia da giorno la più adeguata è la pochette gioiello. In ogni caso, anche se doveste optare per la minaudière o la clutch, è sempre bene evitare decorazioni con paillettes, strass o cristalli. In questo caso è meglio puntare su un modello di pochette a tinta unita, giocando con i tessuti e riservando alla sera modelli più appariscenti.

    Sia di giorno che di sera è di fondamentale importanza la scelta del colore. Una borsa gioiello color oro è di grande tendenza quest’anno ed è perfetta con toni tenui come il rosa o il cipria, o per vivacizzare abiti scuri come il nero o il verde petrolio.

    Una borsa con tessuto blu, che è un classico intramontabile sempre valido per i matrimoni, è perfetta da abbinare su tutte le sfumature del blu, ma anche sul nero se questo presenta delle finiture di color oro o argento.

    Infine, pochette gioiello color argento risultano perfette con abiti scuri svasati corti e capi a tinta pastello.

    Se avere dubbi su come abbinare, dopo la vostra pochette, i vostri gioielli al vostro abito potete consultare la nostra guida!

  • Come abbinare i gioielli ai vestiti, i nostri consigli

    Come abbinare i gioielli ai vestiti, i nostri consigli

    Scegliere come abbinare i gioielli è un passaggio decisivo nel perfezionamento del nostro outfit. Un errore spesso frequente è infatti pensare ai gioielli “solo” alla fine, quando abbiamo già scelto i nostri vestiti. Allora si finisce per adattare qualcosa, sperando che la situazione non sia troppo critica; è così che talvolta nascono dei look infelici. Questo perché spesso si sottovalutano i gioielli, che invece sono una componente fondamentale di ogni outfit.

    Un paio di orecchini eccessivi può “pestarsi i piedi” con la vostra acconciatura, ma potreste scegliere anche la collana sbagliata per la vostra scollatura. Inoltre, c’è da considerare quale accessorio può essere indicato per un’occasione formale. Come vedete, sono molte le variabili da tenere in considerazione, alcune delle quali spesso vengono ignorate. Al contrario la scelta dei gioielli è fondamentale: un giusto accessorio, sufficientemente vistoso e prezioso, può trasformare un vestito completamente casual in qualcosa di diverso. Al contrario, una stoffa particolarmente ricercata può essere accostata a dei monili più semplici più ottenere un effetto di eleganza.

    In questo caso, possiamo parlare di equilibrio, non solo in rapporto ai vestiti ma anche agli altri gioielli. Se indossiamo una collana molto importante, di grandi dimensioni o con dettagli vistosi, gli orecchini dovranno essere piccoli e minimali, se non assenti. Se invece indossate un orecchino importante il consiglio è quello di abbinare una collana dalle linee semplici e delicate.

    Come abbinare i gioielli e scegliere quelli giusti

    abbinare gioielli vestiti look 1

    Se i gioielli devono essere scelti tenendo in considerazione i vestiti con i quali andranno accoppiati, è anche vero che è possibile avere dei criteri base che valgano anche riguardo i gioielli stessi.

    La prima regola aurea, tanto per rimanere in tema, è che i metalli che indossate devono essere sempre abbinati fra essi. Se avete scelto una collana con l’oro, essa vuole oro anche sui bracciali. Questo primo suggerimento vale anche per gli uomini, per esempio nel caso dei matrimoni. Se avete scelto dei gemelli in oro rosso, anche il fermacravatta o il punto luce devono essere tali – e non, per esempio, argento.

    Ogni metallo ha un suo dress code, inoltre.

    L’oro si abbina bene a vestiti di color marrone, rosso acceso, nero, bordeaux. Ottimo accostamento anche con tutta la palette di colori pastello, quali per esempio verde, rosa o azzurro. L’oro è anche una buona scelta per coloro che hanno i capelli biondi o desiderino valorizzare la loro abbronzatura. Di norma, è anche il metallo considerato più formale e quello più indicato per le grandi occasioni.

    I gioielli color argento o acciaio, invece, si prestano più facilmente ad accompagnare look casual e sportivi. Tuttavia, possono essere sfruttati anche per sdrammatizzare e rendere intrigante un outfit più sensuale. Perfetti se abbinati a vestiti dai colori vivaci e accesi come il turchese, il verde smeraldo e il giallo. Non sbagliate mai, però, se li indossate con un elegante abito nero; d’altronde, si dice che il nero stia bene su tutto!

    Less is more

    gioielli orologi bracciali

    I gioielli colorati sono una sorta di jolly: possono darvi una mano per come abbinare i gioielli a vestiti e look a tinta unica. Sono una scelta che permette di vivacizzare tantissimo e, grazie a loro, anche i toni neutri riceveranno un tocco di colore.

    Un’altra piccola dritta è un grande vecchio adagio degli accessori. Se scegliete un paio di orecchini vistosi o una collana importante, è bene che l’altro ceda il passo. Questo vuol dire che se magari avete optato per una collana molto vistosa o colorata, allora meglio scegliere orecchini di piccole dimensioni, magari discreti. Al contrario, se gli orecchini chiamano molta attenzione su se stessi – per esempio, dei modelli a pendente – meglio preferire girocolli delicati e sottili, oppure non indossare nessuna collana.

    L’ultima frase chiave è less is more. Se siete in dubbio, sempre meglio non caricare il vostro vestito. Un solo gioiello, scelto con cura, può rendere meglio di un’intera parure. Specialmente se avete scelto abiti ricchi di fantasie o con colori accesi, è sempre bene non eccedere.

    Come abbinare i gioielli e i vestiti

    come abbinare le collane

    La prima cosa da valutare per quanto riguarda i vestiti è la scollatura. Se avete optato per uno scollo rotondo, allora è preferibile ricorrere a collane corte come collier e girocolli. Qualora invece fosse molto ampio, allora potreste osare collane a pendenti, a più fili o con ciondoli di varie dimensioni.

    Con una camicia con colletto, vi basterà indossare una collana sottile, magari a girocollo, che si lasci intravedere lasciando aperto il primo bottone. Al contrario, le collane lunghe con uno o più giri sono particolarmente indicate per gli scolli alti, come i maglioni e i dolcevita.

    Con l’elegante e sensuale scollatura a V potete optare per collane più sottili e delicate per gli scolli meno ampi, mentre per quelli più profondi potete scegliere i modelli che ne seguono e ne valorizzano la profondità.

    Ultima raccomandazione per quanto riguarda le collane. Specialmente se le indossate tutti i giorni, prestate attenzione! Il tessuto con cui le accostate è importante. Possono impigliarsi con la lana, a esempio, e rovinare il vostro maglioncino preferito.

    Per quanto riguarda gli anelli, invece, vale in parte il principio dell’equilibrio. Se avete scelto un vestito impegnativo, magari con una stoffa lavorata o dei colori intensi, è preferibile avere pochi anelli, più discreti. Anelli più impegnativi, come design e non certo come valore, possono essere sfoggiati con maggiore serenità su outfit casual o sportivi.

    Speriamo che questi piccoli suggerimenti possano esservi d’aiuto! Se invece volete scoprire ancora qualcosa sul mondo dei gioielli, potete consultare le nostre guide riguardanti i diamanti o le perle.

  • Perla: come distinguere le perle vere dalle perle false

    Perla: come distinguere le perle vere dalle perle false

    Nessuno potrebbe mai discutere la bellezza, pur nella semplicità, di una collana di perle. Parliamo di uno degli accessori più classici del mondo, e al contempo più “glamour”, talmente iconici da essere entrati a far parte dell’immaginario comune. Se il primo pensiero che vi viene in mente è la collana di perla onnipresente nell’outfit di Marge Simpson, siete fuori strada. Stiamo parlando di uno fra i gioielli più amati da ogni donna e – talvolta – fra i più costosi.

    Perché diciamo talvolta? Perché dietro le perle si nascondo moltissime insidie. Il vostro fiuto vi ha abituato a diffidare dagli affari eccessivamente convenienti, ma come fare se incappiamo in un prodotto contraffatto? Le perle falsa sono altrettanto famose delle perle vere, ma non altrettanto preziose.

    Perla naturala o perla coltivata?

    perle vere o finte

    C’è una premessa doverose da fare: questa distinzione non riguarda quella fra le perle naturali o le perle coltivate. C’è da dire infatti che le perle in commercio si suddividono fra questi due tipi: quelle ottenute da ostriche che le hanno prodotte spontaneamente e in natura, e quelle indotte in ostriche da allevamento, con un sistema che possiamo paragonare a quello dei pollai.

    E’ possibile infatti coltivare le perle. Questo perché, mentre si allevano le ostriche, a un certo punto l’uomo può introdurre un corpo estraneo nel mollusco, che a quel punto si incorporerà nei tessuti di quest’ultimo. Le secrezioni dell’ostrica (madreperla, prismi calcarei, conchiolina) che si formano intorno a questo corpo estraneo vanno a costituire la perla. Ovviamente in natura questo processo è accidentale, e queste rende le perle “vere” molto più rare e preziose.

    Partiamo, quindi, dal presupposto che la maggior parte delle perle che trovate in commercio sono coltivate e vanno tenute ben distinte dalle perle false, cioè da quelle palline in plastica, vetro o porcellana e ricoperte con sostanze madreperlacee di origine animale o colorate con vernici opalescenti dall’effetto “perlato”. Le perle false sono usate molto in bigiotteria e il loro valore, inutile dirlo, è irrilevante.

    Cose da sapere sulle perle

    C’è ancora una cosa da aggiungere prima di elencare qualche piccolo trucchetto utile per se siamo davanti a delle perle vere o false. Sia che vogliate capire se queste ultime siano vere o false, sia che cerchiate di individuarne l’origine naturale o coltivata: la soluzione migliore è sempre rivolgersi a un professionista.

    Come per molte altre gemme preziose e gioielli, il mondo delle perle è fatto di sottili sfumature. Un occhio non esperto può facilmente travisare e il miglior consiglio che possiamo darvi è sicuramente quello di rivolgervi a qualcuno del mestiere. Per avere a che fare con le perle non basta infatti avere un buon occhio. Servono anche precise competenze e conoscenze, accompagnate da una buona dose di esperienza.

    Anche per questo motivo, come abbiamo espresso anche in buona parte dei nostri articoli, suggeriamo sempre di acquistare da professionisti che possano fornire un certificato di garanzia. A meno che non siate di fronte l’affare della vostra vita e dobbiate scegliere in fretta! Per il quale motivo vi torneranno molto utili i nostri consigli sotto. Avere un certificato di questo tipo vi tutela e esime da ulteriori complicazioni.

    Come riconoscere una perla vera

    perle gioielli

    Frugando online, troverete moltissimi modi per riconoscere le perle vere. Probabilmente alcuni li avrete già sentiti o visti da qualche parte. Personalmente, ne abbiamo scelti 5 che sembrano particolarmente affidabili e ricorrenti e che sicuramente avrete trovato già altrove. In questi casi non serve essere originali, anzi: più un metodo è sfruttato e rodato, più possibilmente è efficace

    1, Le imperfezioni delle perle

    Siamo abituati che le cose belle siano perfette, ma non è così. Proprio perché le perle che valgano di più sono quelle che nascono “accidentalmente”. E gli accidenti in natura difficilmente sono perfetti, allo stesso modo diffidate dalle perle perfette.

    E’ normale, quindi, che abbiano piccoli difetti o una forma irregolare, questo non vuol dire che non esistano perle vere sferiche ma sono davvero molto rare e costose! Le perle false, invece, non hanno imperfezioni, sono tutte perfette, uguali, esattamente sferiche e molto lisce. 

    E’ un discorso molto simile a quello fatto con i diamanti, che se volete trovate nella nostra guida ai diamanti.

    2, Riconoscere una perla con i denti

    Questo metodo è molto famoso, ma non fatevi trarre in inganno dalla frase. Non si tratta di “azzannare” una perla, come accade nei film western alle monete di cui si cerca di capire l’autenticità. Piuttosto, bisogna sfregarle delicatamente contro un dente. In questa maniera si può riconoscere le perle vere dalle false. Infatti, se si percepisce qualcosa di rugoso e granuloso è più probabile che la perla sia vera, mentre se scorre liscia sui denti potrebbe essere una perla di vetro o plastica, quindi falsa.

    Ricordatevi, però: i denti devono essere puliti per non macchiare le perle, usate gli incisivi, non premetele contro i denti e ovviamente, non masticatele!

    3, Fare attrito tra perle

    La perla vera è ricoperta al suo esterno di madreperla prodotta dai molluschi, che le dona brillantezza e lucidità. Gli strati esterni di madreperla determinano alcune piccole imperfezioni che impediscono alle perle di scorrere in maniera fluida. 

    Per riconoscere una perla vera potete sfregare tra loro due perle e se avvertite un piccolo attrito tra di loro vuol dire che è più probabile siano vere. Se non c’è alcun attrito e sono completamente lisce sono perle false, che di solito sono rifinite con una copertura liscia e si muovono l’una sull’altra senza problemi.

    Attenzione a strofinare senza troppa energia per evitare di rovinare la madreperla che potrebbe staccarsi dalla vostra perla (vera) sotto forma di polvere bianca. 

    4, l’esame del foro

    gioielli con perle

    Le perle vengono solitamente forate per realizzare gioielli e le perle vere non sono completamente piatte dove si fa il foro.

    Una perla vera ha uno strato esterno di madreperla ben definito, mentre quelle false non ce l’hanno o hanno solo un sottile rivestimento. Questo comporta che nelle perle false la verniciatura artificiale si usura attorno ai fori e si possono vedere il vetro o la plastica sottostanti la patina

    5, colori e peso delle perle

    Le perle vere possono avere colori diversi e in ogni caso le tonalità possono essere diverse sulla superficie della perla.

  • Pietre preziose: significato e simbologia

    Pietre preziose: significato e simbologia

    Da sempre le pietre preziose esercitano un fascino sconfinato sull’uomo. E questo non solo in virtù del loro valore economico o della loro bellezza, spesso adoperata in monili artigianali di raro pregio. La storia è infatti ricca di spunti e di studi riguardanti il significato e la simbologia delle pietre, tanto che nel tempo si è giunti a parlare persino del potere benefico e taumaturgico delle pietre preziose. Se avete mai sentito parlare della cristalloterapia, sapete di cosa stiamo parlando. Questo anche perché alle pietre preziose vengono riconosciute alcune proprietà e peculiarità.

    Oggi però noi andiamo a scoprirne il significato e la simbologia, perlomeno delle più famose e conosciute.

    Diamante, significato e simbologia

    pietre preziose diamanti

    Se Platone, fin dall’antichità, evocava l’immagine di un asse del mondo formato da una moltitudine di diamanti un motivo dovrà pur esserci. La pietra più desiderata al mondo è simbolo di purezza e unione e rappresenta l’amore eterno. Infatti, è chiamata anche pietra della riconciliazione: secondo la leggenda, indossarla darebbe forza e consoliderebbe un impegno. Se volete scoprire di più sui diamanti gli abbiamo dedicato un articolo in cui potrete trovare maggiori informazioni.

    Smeraldo, significato e simbologia

    Preziosissimo, lo smeraldo rappresenta forza, vitalità cosmica, armonia. Il mito lo vuole legato a Venere, dea dell’amore, e si dice che la prima miniera di smeraldi sia stata scoperta nell’antico Egitto: Cleopatra riteneva che fosse l’unica pietra a essere degna della sua bellezza. E se Nerone osservava i gladiatori attraverso uno smeraldo, nei tempi lontani si credeva che fosse uno strumento utile a predire il futuro. Rinforzerebbe i nervi e placherebbe le irritazioni: ma lo smeraldo porta sfortuna? Secondo la leggenda, solo se a indossarlo è una persona ipocrita: questa pietra non lo tollererebbe

    Rubino, significato e simbologia

    Pietre preziose rubino

    Simbolo di potere e coraggio, ma anche di amore passionale, pare che i primi rubini siano stati scoperti in India: pochissimi indiani avevano il coraggio di venderlo, in quanto considerato una pietra sacra. Usatissimo dalla nobiltà, il coraggioso ma crudele Cesare Borgia ne portava uno al dito, detto, appunto, il fuoco dei Borgia. Infatti, in antichità si credeva che il rubino avesse poteri sovrannaturali e che indossarlo garantisse la vittoria, l’amore e la felicità. 

    Pietre preziose: zaffiro, significato e simbologia

    Simbolo di castità, felicità e pace, lo zaffiro è considerato la pietra più spirituale di tutte. Il suo significato, infatti, è la beatitudine celeste, tanto che secondo la Bibbia il trono celestre sarebbe proprio questa pietra. E, non a casa, gli antichi persiani erano convinti che il blu del cielo non fosse altro che uno zaffiro gigante su cui la terra poggiava. Pietra della saggezza, della potenza e della lealtà, nel Medioevo veniva chiamato pietra del Vescovo proprio per la sua presunta capacità di elevare lo spirito umano.

    zaffiro

    Ametista, significato e simbologia

    L’ametista è da molti considerata come una pietra mistica, simbolo di gioia, intelligenza e coraggio. In greco, ametista significa “non ubriacarti”: in antichità, infatti, si credeva che il suo colore fosse dovuto alla sua capacità di assorbire il vino. Indossarla, secondo il mito, terrebbe alla larga gli spiriti maligni.

    Pietre preziose: Turchese, significato e simbologia

    Pietra sacra in Tibet, diffusissimo in Oriente, amato dai faraoni egiziani così come dagli indiani d’America: il turchese, simbolo di amore sereno e unità familiare, in astrologia è legato a Giove. Particolare il legame degli egizi con questa pietra: se la dea egizia Hathor era chiamata regina del turchese, lo scarabeo, simbolo del dio Ra, viene scolpito ancora oggi nel turchese.

  • Come apparecchiare la tavola secondo il bon ton

    Come apparecchiare la tavola secondo il bon ton

    Oggi ci dedichiamo a un argomento di grande attualità, ovvero come apparecchiare la tavola. Tema che è tornato in gran voga con il recente successo di numerose trasmissioni Tv quali Cortesie per gli ospiti. Proprio ai consigli di uno dei suoi giudici esperti di bon ton, Csaba della Zorza, è ispirato questo articolo che vi svelerà tutti i segreti per allestire una tavola impeccabile con il vostro set di posate!

    Una considerazione preliminare…

    Ovviamente ognuno di noi ha il suo modo di vivere la tavola. Spesso osare vuol dire esprimere la propria creatività, modellare lo spazio della nostra casa a immagine e somiglianza – e troviamo non ci sia nulla di più bello. Imprimere la propria personalità alla propria tavola è anch’essa una forma di espressione artistica. Tuttavia, si può sempre optare per una tavola che sia assolutamente impeccabile secondo il bon ton: magari l’occasione è particolarmente formale. Oppure vogliamo semplicemente avere “tutto perfettamente in ordine”, per una volta. Non importa quale sia la vostra motivazione, questo articolo vi aiuterà a realizzare una tavola “a prova di giudice”. Questo articolo contiene quindi una guida precisa, che però potete sentirvi liberi “d’infrangere” ogni qual volta vogliate maggiore libertà!

    Tavola apparecchiata senza tovaglia
    Una tavola senza tovaglia non è canonica, ma sicuramente può essere d’effetto.

    Come apparecchiare la tavola: primo passo, una tavola pulita

    La prima indicazione che abbiamo trovato riguarda la “pulizia” della tavola. Ovviamente con questo termine si fa riferimento a una questione di igiene, ma anche di ordine ed eleganza. Una tavola pulita prevede dunque una tovaglia sgombra da macchie o aloni banalmente, ma anche ben stirata. In tal senso, soprattutto se l’occasione è piuttosto formale, in genere non sono previste pieghe – mentre se l’occasione è meno formale ci sarà una piega unica. Ovviamente, anche il servizio dev’essere pulito e impeccabile (e se avete dubbi su come pulire le vettovaglie potete dare un occhio al nostro articolo).

    Se è possibile, è sempre bene avere una tovaglia in stoffa, magari con dei tovaglioli abbinati – che non significa che devono essere necessariamente della stesso tessuto, ma che devono richiamare appunto la tovaglia. Se invece l’occasione è meno formale, si può optare per dei tovaglioli di carta, magari un po’ più spessi e di fattura curata. In ogni caso, quando sarà il suo turno, piegate semplicemente il tovagliolo a rettangolo o a triangolo e disponetelo a sinistra o al massimo sopra il piatto.

    Altro suggerimento per la tovaglia è quello di prevedere un sotto-tovaglia che possa proteggere il tavolo, da stirare bene e appuntare prima di stendervi sopra la tovaglia.

    Pulizia vuol dire anche geometria

    Affidandoci sempre ai consigli di Csaba, il secondo punto riguarda la “geometria della tavola”. No, non vogliamo intendere che dovete rispolverare le vostre nozioni scolastiche. Però una tavola pulita, come dicevamo, è anche una tavola ordinata. I posti devono essere equidistanti gli uni dagli altri, così come non devono esserci ingombri eccessivi fra i commensali. Questo impedirebbe una corretta conversazione a tavola; quando pensate ai centrotavola, ma anche alle bottiglie magari, considerate che potrebbero essere scomode. Anche questi ultimi poi devono considerare la generale geometria dal tavolo, per dare un’idea di simmetria. Assicuratevi anche che le sedie siano tutte dinnanzi ai coperti, anch’esse equidistanti.

    Tavola apparecchiata originale
    Una tavola originale, ma dove i posti sono comunque equidistanti.


    Come apparecchiare la tavola: le stoviglie

    Una volta stesa la tovaglia e sistemate eventuale candele o centrotavola, è giunto il momento di apparecchiare. Anche qui è bene seguire un ordine, che prevede in primo luogo i sottopiatti o, eventualmente non usassi questi ultimi, i piatti piani. Ricordati che questi devono sempre essere presenti quando il commensale si siede, anche se opti per un servizio alla russa, ovvero portando le portate già nei piatti dalla cucina al tavolo.

    Il passo successivo – e critico, in genere – sono le posate. A sinistra del piatto posiziona le forchette, o il cucchiaio e la forchetta nel caso di una zuppa o di un brodo. In questo caso il cucchiaio va a sinistra della forchetta: questo perché le posate vanno disposte tenendo conto che le più esterne saranno usate per prime e poi, man mano che la cena procede, si prendono quelle più vicine al piatto. Dunque, la prima verso l’esterno (accanto al tovagliolo) sarà quella per il primo piatto, la seconda verso l’interno sarà quella che si utilizzerà per il secondo di carne, pesce o verdura.
    A destra del piatto va il coltello, con la lama rivolta verso il piatto.

    Tavola apparecchiata bianca
    Un esempio di come NON disporre le posate


    Più a destra del coltello va l’eventuale cucchiaio. Sopra le forchette va l’eventuale piattino del pane e sopra il coltello e il cucchiaio vanno invece i bicchieri. Per quanto riguarda le posate da dessert, in passato si potevano trovare orizzontalmente fra bicchieri e piatti; oggi però si preferisce spesso portarle insieme al dolce, ma dipende anche dal vostro gusto.

  • Gioielli sposo: quali scegliere per le nozze?

    Gioielli sposo: quali scegliere per le nozze?

    Oseremmo dire in questi casi “anche lo sposo vuole la sua parte”. Già, perché in genere, quando si tratta di matrimonio, l’attenzione è sempre tutta concentrata sulla sposa. Così, quando si pensa al giorno delle nozze, si pensa subito agli accessori della sposa. Invece oggi parleremo degli accessori dello sposo, anzi dei gioielli dello sposo.

    Partiamo da un presupposto: è chiaro che in tal senso esistono tre regole d’oro. Ecco quali sono:

    La prima regola d’oro: coerenza

    Ci sono gioielli veramente bellissimi e magari vi piacerebbe veramente indossare quello specifico anello, o magari quel fermacravatte. Forse è stata la foggia a conquistarti, o magari è legato a un significato. Prima però di decidere che lo indosserai il giorno delle tue nozze, prenditi un attimo per considerare l’insieme. Una delle cose che ci è capitato di vedere più spesso è un accessorio che stona con il resto dell’outfit. Se hai optato per uno stile vintage, forse è il caso che anche i gemelli siano in linea con il resto, non trovi?

    La seconda regola d’oro: contesto

    Sicuramente esistono tantissimi meravigliosi accessori e a molti di essi siete affezionatissimi, per non dire legati. Attenzione però: il matrimonio è anche una questione di circostanze. Lungi da noi fare i bacchettoni e rinverdire i classici stereotipi sugli sposi classici. Se avete scelto di portare con voi il vostro bracciale in pelle fortunato, e siete riusciti a costruirgli attorno un outfit coerente, siamo sicuri che vi starà benissimo. Non dimenticate però, soprattutto se state scegliendo di sposarvi in chiesa, che ci sono alcune linee guida da osservare – e che magari le borchie potrebbero essere invise al parroco e creare situazioni spiacevoli. Stesso discorso per la location, in realtà: se avete scelto una location dal taglio rustico, un vestito troppo moderno rischia di farci a pugni in tutte le foto.

    Come risolvere questo dilemma? Il nostro suggerimento è quello di essere flessibili. Se avete scelto quei gioielli perché fanno parte del vostro modo di essere – e gli sposi che seguono il loro stile saranno certamente più soddisfatti -, al massimo assicuratevi di scegliere una location in linea. Parlate prima col parroco sinceramente, per evitare brutte sorprese prima dell’altare (e prima che vi chieda di togliere il bracciale davanti a tutti, magari…). Oppure considerate se potete rimetterlo voi stessi dopo la cerimonia!

    gioielli sposo stile

    La terza regola d’oro: il tuo stile, con classe

    Sembra in contrasto con quanto detto finora, ma se avete letto attentamente non lo è. Uno sposo che riesce a vedersi bene nel suo outfit è certamente uno sposo più soddisfatto – e non è questo poi in realtà quello che conta? Se vi consulterete in giro, scoprirete subito che il galateo del matrimonio predica che i gioielli dello sposo siano eleganti e sobri. Un suggerimento che ci sentiamo certamente di sposare, ma con una piccola postilla: non rinunciare mai del tutto al proprio stile, semmai appunto adattarlo all’occasione.

    I gioielli dello sposo: i gemelli

    Un grande classico dei matrimoni: i gioielli. Volendo fare un po’ d’ironia, ricordo ancora quando da piccolo mi regalarono per la comunione dei gemelli. Il classico regalo degli zii di famiglia, i quali aggiunsero tutti contenti davanti la mia perplessità da bambino che ancora non sapeva neppure cosa fossero i gemelli “così poi ti torneranno utili per il matrimonio”. Vorrei ancora avere una foto dell’espressione che ho fatto in quel momento.

    Eppure, seppure decisamente troppo in anticipo, il dono era certamente indicato. Perché i gemelli sono sicuramente uno di quei gioielli che ci sentiamo di dire che non dovrebbero mai mancare in una circostanza come questa. Per di più, i gemelli rappresentano spesso lo spazio di massima individualità dello sposo. Una sorta di firma, un marchio di stile; magari è l’accessorio con cui vogliamo esprimere un pizzico di stravaganza, oppure il nostro legame con la nostra famiglia. Possano prendere qualcosa che parli di noi, oppure indossare i gemelli che ci ha tramandato nostro padre e che appartenevano a suo nonno. Si può anche scegliere di affidare a essi il massimo del proprio stile personale e di creare dei gemelli su misura, con una personalizzazione ideata da te. Potrebbe essere un logo, le tue iniziali o un simbolo a tema per le tue nozze.

    I gioielli dello sposo: l’orologio

    gioielli sposo orologio

    Ecco un altro degli accessori che non può certamente mancare il giorno delle nozze: l’orologio. Era antica usanza che fossero i familiari della futura sposa a regalare l’orologio da indossare il giorno delle nozze allo sposo, in occasione della promessa di matrimonio. Oggi questa tradizione è decisamente meno diffusa; resta ancora molto in voga però quella familiare di indossare l’orologio appartenuto al padre o al nonno, come simbolo del legame e dell’unione alla propria famiglia o come segno del passaggio generazionale.

    Detto dell’importanza dell’orologio, è bene anche saper scegliere quale. Anche qui è molto importante considerare l’insieme, anche perché l’orologio è decisamente più visibile rispetto ai gemelli. E se proprio non sapete come orientarvi, potete cominciare dal leggere quali sono i principali tipi di orologi.

    Un ultimo tocco: il fermacravatta o la spilla

    Abbiamo parlato di due gioielli veramente essenziali per lo stile di ogni sposo. Qui invece vogliamo parlarvi di alcune possibilità. Per esempio, se avete scelto d’indossare una cravatta e non un papillon, potere arricchirla col giusto fermacravatte. Oppure potete scegliere d’impreziosire il vostro vestito con una spilla, magari all’altezza del fazzoletto da tasca – se lo avete.

    gioielli sposo fermacravatta
  • Fedi nuziali: cinque cose da sapere

    Fedi nuziali: cinque cose da sapere

    Le fedi nuziali sono un simbolo di amore e fedeltà ormai praticamente universale. Il loro scambio, durante le cerimonie matrimoniali, è uno dei momenti più sentiti (nonché dei più simbolici). Non per nulla, scene di questo tipo sono continuamente utilizzate nel cinema per evocare quest’atmosfera di poesia e magia che solo i matrimoni possono regalarci. Nonostante siano ormai un simbolo universale, ci sono moltissime cose che è possibile sapere sulle fedi nuziali, domande che spesso vengono poste di presenza ma anche cercate sul web.

    Perché indossiamo la fede nuziale sull’anulare?

    Per esempio, perché vengano indossate sul dito anulare. Come per gli anelli di fidanzamento, una facile ricostruzione ci riporta sino ai tempi dell’antica Roma. Qui era credenza comune che l’anulare fosse il dito deputato a contenere la “vena amoris”, collegata al cuore e dunque in qualche modo ai sentimenti. Questo è il motivo per cui l’anulare scelto in genere è quello della mano sinistra, perché più vicina al cuore. Inoltre, era usanza tipica donare alla propria amata due anelli di fidanzamento, sempre da portare su questo dito. Uno era generalmente in oro, da tenere nelle occasioni pubbliche, mentre uno era in ferro e veniva usato in circostanze domestiche.

    Ancora adesso adornare il dito anulare con un anello, anche se non strettamente di fidanzamento o fede nuziale, è considerato sinonimo di armonia con il proprio partner. Ma c’è anche chi lo indossa per simboleggiare la forza del rapporto con la propria famiglia, il legame con i propri cari in generale. In ogni caso, se le altre dita sono legate a diversi significati e valori, l’anulare è certamente il dito riconosciuto come collegato ai sentimenti.

    fedi coppia oro

    Fedi nuziali: quanto costano in media?

    Definire il prezzo medio delle fedi nuziali è un compito quanto mai arduo, perché spesso il loro prezzo dipende dalle oscillazioni del valore dell’oro. Di norma si tende a prezzare al grammo le fedi nuziali “standard”: ciò significa il loro costo tende dunque a rispecchiare il loro reale valore. In genere, considerando un peso fra i 4 e i 6 g possiamo ipotizzare un prezzo fra i 200 ai 300 € ad anello.

    Bisogna poi considerare il costo dell’eventuale rodiatura (per le fedi in oro bianco) o del diamantino, qualora lo si desideri. In genere alle fedi di questo tipo infatti è possibile applicare poche personalizzazioni. La più comune è la scritta al suo interno, che in genere individua la data e i nomi (o le iniziali) della coppia. Questa personalizzazione è in genere inclusa nel prezzo fornito dalla gioielleria.

    Più complesso il discorso per le fedi su commissione. L’oreficeria è infatti una vera e propria arte e non c’è limite al prezzo di questa. Aggiungere poi ulteriori pietre o intarsi preziosi, oltre alla manodopera o alla firma di valore, può incrementare il prezzo a dismisura. Alcune volte invece evitare il passaggio dalla gioielleria può comportare un risparmio in termini di prezzo. Tuttavia, come sempre quando si tratta di cose artigianali, è impossibile preventivare in anticipo – dipenderà moltissimo dalle vostre richieste!

    fedi nuziali oro

    Chi deve pagare le fedi nuziali?

    Partiamo da un presupposto: non c’è un regola fissata per questo. Ogni coppia regola il proprio matrimonio (e di conseguenza le proprie spese) in base alle proprie esigenze. Fatta questa premessa, magari un po’ banale ma doverosa, è anche vero che esistono delle tradizioni più o meno consolidate.

    Il galateo in genere dispone che sia lo sposo a pagare le fedi. Anche a senso, è normale per noi aspettarci che sia lo sposo a donare l’anello alla sposa, e dunque lui – o la sua famiglia – a provvedere in tal senso. Eppure è usanza altrettanto, se non ancora più comune, che siano i testimoni a regalarle agli sposi. Se così avviene l’usanza vuole che sia il testimone più importante dello sposo a portarle all’altare. E, d’altronde, la cortesia vuole che ai testimoni venga corrisposto un regalo di uguale valore.

    Stesso discorso dicasi per quanto riguarda chi deve conservare le fedi sino al matrimonio: se ad acquistarle è stato lo sposo, allora è lo sposo che deve occuparsi di conservale e in genere le porta con sé fino all’altare. Viceversa, è il testimone a non doverle dimenticare, come avviene in moltissime scene di film che abbiamo imparato ad amare!

    Fedi nuziali

    Quali tipi di fedi esistono?

    Ci sono tantissimi modelli di fedi e anche questa è una scelta che spetta agli sposi e che dipende in gran parte dal loro stile. Innanzitutto esiste il modello, diciamo così, classico: generalmente tonda e lievemente smussata. La parte interna è liscia e piatta, la sezione molto fine e la larghezza della fascia è solitamente di 3/4 mm. La mantovana è invece molto piatta all’interno, ma bombata all’esterno e genericamente più alta. Abbiamo poi la francesina, che è una fede sottile e leggera, piatta all’interno e leggermente bombata all’esterno.

    Quanto tempo prima si comprano le fedi nuziali?

    Tendenzialmente la ricerca delle fedi dovrebbe essere fatta tra 1 e 3 mesi prima delle nozze questo perché ce ne sono davvero di tanti tipi e soprattutto perché, se state cercando qualcosa di particolare o con qualche incisione, è bene avere un po’ di tempo per essere certi di avere tutto pronto per il giorno del matrimonio! Non volete incorrere nelle ire della sposa, vero?

  • Come pulire il cinturino dell’orologio

    Come pulire il cinturino dell’orologio

    Quando si parla di orologio il primo pensiero corre sicuramente alla cassa. La cassa è certamente il punto nodale della nostra attenzione: si tratta dell’insieme della ghiera, degli ingranaggi, del vetro e del quadrante. Contenendo “l’orologio in senso stretto” è la parte che tendiamo a pensare per prima. Eppure c’è ancora un importantissimo elemento, il quale gioca un ruolo fondamentale. Non solo perché insieme alla cassa definisce lo stile dell’orologio, ma soprattutto in virtù della sua funzione. Stiamo parlando del cinturino, una parte dell’orologio che oltretutto è particolarmente soggetta a sporcarsi. Oltre che, certamente, a rovinarsi con l’usura. Per questo motivo oggi andiamo a vedere come pulire il cinturino dell’orologio.

    Cinturino orologio

    Abbiamo detto dunque che il cinturino degli orologi è esposto ogni giorno a polvere e sporcizia di vario tipo. La maggiore o minore esposizione dipende dal lavoro che si svolge, ma tendenzialmente è un oggetto che si sporca. Sarà quindi opportuna un’accurata pulizia dello stesso da effettuarsi regolarmente. I cinturini in metallo possono essere puliti facilmente con acqua e sapone. O, in caso di sporco superficiale, semplicemente con un panno per lucidatura.

    Come pulire il cinturino con acqua e sapone

    Se la sporcizia è incrostata tra le maglie della catena, è necessario rimuovere il cinturino per una pulizia più profonda. In una piccola ciotola, diluiamo alcune gocce di sapone per piatti  in acqua tiepida. Immergiamo il braccialetto di metallo nell’acqua. Utilizziamo uno spazzolino a setole morbide per spazzare via delicatamente lo sporco ostinato. Se il cinturino è in oro, lo spazzolino potrebbe graffiare il metallo morbido. Sarà quindi meglio non utilizzarlo. Potremo tentare di smuovere la sporcizia tra le maglie con la punta delle dita. Asciughiamo infine il bracciale con un panno morbido e privo di lanugine.

    pulire i cinturini

    Pulizia professionale dell’orologio

    I gioiellieri possono effettuare una pulizia profonda professionale degli orologi con detergente ad ultrasuoni. Questi dispositivi utilizzano onde sonore ad alta frequenza non udibili dall’uomo. Tali onde agitano il liquido detergente e scuotono lo sporco difficile da raggiungere. Per una pulizia accurata all’interno e all’esterno, si consiglia di portarlo al produttore o da un orologiaio.

    Come pulire i cinturini in pelle

    Rimuoviamo il cinturino in pelle dall’orologio e strofiniamo delicatamente con un panno per la pelle. Sul panno avremo prima applicato un detergente specifico per pellami. Sarà bene effettuare sempre un patch test in una piccola area prima di utilizzarlo dappertutto.

    Per preservare l’integrità del cinturino in pelle, limitiamo comunque la pulizia con il detergente a una o due volte l’anno. Abituiamoci invece a pulirlo regolarmente con un panno morbido e privo di lanugine. Oppure strofinando sopra un panno umido per una pulizia più profonda.

    Orologio cinturino

    Come pulire il cinturino in silicone

    La maggior parte dei marchi specializzati nella realizzazione di orologi propone anche quelli con cinturini in silicone, in diversi modelli e con design particolari, molto apprezzati da coloro che amano vestire in modo casual e sportivo.about:blank

    Le principali qualità che hanno portato al successo questi articoli sono la perfetta adattabilità al polso, la leggerezza e la loro capacità di essere confortevoli, infatti non lasciano segni e non stringono. Inoltre sono ipoallergenici, non contengono elementi che potrebbe causare allergie o irritazioni e possono essere indossati da tutti ed ovunque.

    Tra le altre caratteristiche dei cinturini in silicone è la possibilità di poterli lavare. In caso di sporco normale per pulirli è sufficiente, bagnare una spugnetta con acqua e sapone neutro, passarla sulla superficie, sciacquare, anche sotto il rubinetto ed asciugare.

    Qualora presentino delle macchie persistenti si può utilizzare una spazzola, da strofinare delicatamente sulla parte da trattare, dopo aver lasciato a mollo il cinturino per qualche minuto. In alternativa al sapone neutro in caso di sporco resistente si può anche utilizzare dell’ammoniaca, diluita con l’acqua.

    Speriamo che questa semplice guida possa esservi stata d’aiuto. Se volete invece continuare ad approfondire il discorso sugli orologi, potete leggere la nostra guida riguardo gli orologi meccanici, automatici e a quarzo.

  • Anelli di fidanzamento: come sceglierlo

    Anelli di fidanzamento: come sceglierlo

    Esistono momenti che si caricano di un significato straordinario e che ricorderete per tutta la vita. Il momento in cui un uomo – o, perché no, una donna – chiede alla sua dolce metà di sposarlo è uno di questi. Ecco, gli anelli di fidanzamento sono il simbolo, la concretizzazione e il suggello di questa promessa. Oltre al valore materiale, che rappresenta certamente un investimento, è quello che rappresenta a conferirgli la sua preziosità.

    Per questo motivo è molto importante scegliere adeguatamente! Optare per il giusto modello strapperà un sorriso di gioia sincero dalla vostra amata o dal vostro amato. Per questo è sempre bene partire preparati e conoscere su cosa stiamo andando a investire i nostri risparmi. Prima cosa, ci sono sicuramente 5 cose che dovreste sapere riguardo gli anelli di fidanzamento. Invece, per quanto riguarda invece i diamanti potete scoprire molto nel nostro articolo; oggi invece andiamo a scoprire come scegliere il giusto tipo anello di fidanzamento.

    Anelli di fidanzamento: i modelli principali

    Prima di tutto, un suggerimento che non fa mai male: ricordatevi sempre di indagare riguardo la misura del dito della vostra metà. Sarà infatti una delle primissime domande che vi verrà posta dai commessi del negozio!

    Andiamo adesso a scoprire i 4 modelli principali anelli di fidanzamento:

    • Solitari;
    • Trilogy;
    • Trinity;
    • Verette.

    Ognuno di questi modelli ha i suoi estimatori e i suoi detrattori. Come abbiamo detto, genericamente su di essi viene montato un diamante – la scelta più tradizionale, simbolo di durevolezza e inestimabilità. Tuttavia, vi sono anche delle valide alternative, quali a esempio il rubino quale simbolo di un amore passionale e intenso, l’opale come amore sincero, lo zaffiro emblema di fedeltà. O ancora l’acquamarina come augurio di un matrimonio felice e lo smeraldo, famosissimo richiamo del verde speranza.

    Può sembrare una cattiva idea non accostare a un anello di fidanzamento un diamante, ma fidatevi. Specialmente se il diamante “non è all’altezza” – in natura non è affatto così scontato trovarne di rari e preziosi – è meglio talvolta variare, ma non sfigurare. Specialmente se alla vostra dolce metà non interessa più di tanto avere un diamante al dito! A buon intenditor…

    Anelli di fidanzamento solitari

    anello di fidanzamento sorpresa

    L’anello solitario è il “classico” anello che tutti noi custodiamo nel nostro immaginario. Deriva il suo nome dal fatto che un unico diamante sia montato su questo anello, in modo da evidenziarne la preziosità. L’attenzione sarà quindi concentrata sul diamante e sulla montatura. Stiamo parlando di uno fra gli anelli certamente più scelti e sicuramente la prima scelta nell’immaginario generale.

    Simbolo di eleganza e grazia, il solitario è in genere pienamente riconoscibile sul dito di chiunque lo porti. Insieme alla fede nuziale, è il più famoso fra gli anelli.

    Anello di fidanzamento Trilogy

    anello di fidanzamento trilogy

    L’anello trilogy è probabilmente la prima delle varianti scelte. Si tratta di tre diamanti su un’unica montatura, da cui appunto deriva il nome trilogy. Dal punto di vista simbolico, quest’anello è spesso stato interpretato a livello simbolico come una promessa eterna: i suoi tre anelli rappresentano l’amore tributato, quello presente e quello che verrà.

    Allo stesso modo molto spesso viene scelto dalle coppia che scelgono di sposarsi in chiesa, poiché la presenza dei tre diamanti simboleggia anche la trinità del padre, del figlio e dello spirito santo.

    Anelli di fidanzamento Trinity

    Anche qui ritorna il numero tre, un numero caro alla cristianità ma anche noto per essere il numero perfetto. Diversamente dal Trilogy che è arricchito con tre pietre preziose, l’anello Trinity è realizzato intrecciando tre fedi in oro giallo, oro rosa e oro bianco. Ideato da Louis Cartier nel 1924, l’anello Trinity è un gioiello elegante, raffinato e prezioso, icona di stile indiscusso.

    Le fedi che si uniscono hanno un diverso significato: la fede in oro rosa simboleggia l’amore, la fede in oro giallo la fedeltà e quella in oro bianco (inizialmente realizzata in platino) significa l’amicizia. Anche il Trinity ha un significato religioso, e il nome sicuramente lo ricorda. Infatti il Trinity ring è tradizionalmente la fede usata in Russia, indossato sempre sulla mano destra.  

    Anello di fidanzamento veretta di diamanti

    Questa tipologia di anello di fidanzamento è senza dubbio molto preziosa perchè equivale a scegliere la perfezione derivata dal connubio tra oro e diamanti. Il diamante, già simbolo di purezza ed eternità, viene ripetuto per tutto il perimetro della fedina sprigionando una luce ed una brillantezza oltre ogni limite.

    Anello di fidanzamento verretta

    Ne esistono diversi modelli a seconda delle pietre incastonate:

    • Veretta a cinque pietre;
    • A mezzo giro;
    • A giro completo.

    Speriamo che questa breve guida possa esservi stata utile nella vostra scelta. E in bocca al lupo per la vostra proposta alla vostra dolce metà!

  • Anello di fidanzamento: 5 cose da sapere per comprarlo

    Anello di fidanzamento: 5 cose da sapere per comprarlo

    In quanti film, serie tv o libri arriva la scena in cui un personaggio si inginocchia? Pronto a donare l’anello di fidanzamento alla sua bella, prova tangibile e inequivocabile del suo eterno amore? E quale suggestione esercita, di volta in volta, quella scena? Non ci proviamo nemmeno ad analizzare la magia che si nasconde dietro un gesto di quel tipo. Sta di fatto che moltissime di queste scene sono passate alla storia e fanno ormai parte dell’immaginario collettivo.

    anello proposta

    Allo stesso modo, moltissime persone vi diranno che uno dei momenti più belli della propria vita è stato proprio quello in cui si sono trovate dinnanzi, in ginocchio, la persona amata.

    Anello di fidanzamento: com’è cominciata la tradizione?

    Sono sicuro che molti uomini hanno silenziosamente ripensato al primo di loro che ha dato via a questa tradizione, dedicandogli un pensiero d’affetto o meno a seconda della propria esperienza. Perché, lo sappiamo, un anello è anche un investimento economico – oltre che principalmente simbolico. Chissà dunque quanti avranno ripensato a quel primo momento, magari imprecando silenziosamente e pensando “caro mio, ma chi te l’ha fatto fare?”.

    Come molte delle tradizioni di questo tipo, ci sono diverse teoria in merito a come tutto sia cominciato. Andando a ritroso nel tempo, possiamo arrivare sino all’Antico Egitto, dove secondo molti studiosi tutto ebbe inizio. Durante l’età della Roma Antica troviamo l’usanza di donare non uno ma due anelli. Uno era generalmente in oro, da tenere nelle occasioni pubbliche, mentre uno era in ferro e veniva usato in circostanze domestiche. Quindi possiamo già dirci fortunati: almeno nel nostro caso si tratta di scegliere un solo anello! Oltretutto, già i romani consideravano l’anulare come il dito dove indossare l’anello. Questo perché pensavano che esso contenesse la “vena amoris”, collegata al cuore e dunque in qualche modo ai sentimenti.

    La storia ci mostra inoltre esempi illustri di anelli di fidanzamento. Famoso quello che donò, nel 1477, l’arciduca Massimiliano d’Austria alla sua sposa Maria di Borgogna. Un anello che lanciò una vera e propria moda e al contempo una competizione fra i suoi colleghi dell’aristocrazia europea. Nell’800 la tendenza non solo era ormai tradizione consolidata: soprattutto in epoca Vittoria si producevano anelli di fidanzamento particolarmente elaborati, realizzati con smalti vistosi, nonché altri metalli e pietre preziose.

    Famosissimo anche il “The Elizabeth Taylor Diamond”, che prende il nome dalla celebre attrice e stilista e le fu donato da Richard Burton. Il modestissimo anello di fidanzamento costò originariamente la già modica cifra di 300.000 dollari; e fu rivenduto nel 2011 all’asta da Christie’s per 8,8 milioni di dollari. Quindi, se il vostro fidanzato si lamenta per quanto ha speso, potete sempre fargli presente quest’esempio! Certo, il suo valore – oltre che per la sua precedente proprietaria – è dettato anche dalla presenza del diamante. Parliamo di un taglio smeraldo di 33 carati ritenuto uno dei più puri al mondo. Non propriamente alla portata di tutti, diciamo!

    Anello di fidanzamento con diamanti: una piccola guida alla scelta.

    Come abbiamo visto, l’anello di fidanzamento con diamanti è non solo una tradizione consolidata nella storia. Si tratta di un vero e proprio must nell’immaginario comune, il classico momento sognato magari non proprio da tutte tutte, ma sicuramente da moltissime ragazze. Per fare una scelta sensata però è necessario sapere alcune cose:

    • La prima cosa è sicuramente il nostro budget. Considerate che il prezzo all’interno della gamma degli anelli di fidanzamento varia fortemente. Un anello con un diamante modesto va dai 600 ai 900 Euro.
    • Diffidate in tal senso delle super-occasioni sospette; affidatevi a dei professionisti seri e con ampia esperienza nel settore. Soprattutto, richiedete la certificazione per l’acquisto, in modo da sapere effettivamente cosa avete comprato.
    • Ma cosa volete comprare a livello di diamante? Bene! E’ giunto il momento di farsi un’idea decisamente più precisa di quali sono i parametri per scegliere il diamante con la nostra guida ai diamanti.
    • Ancora un dettaglio: prima di andare a confrontare le vostre prime scelte, ricordatevi di avere la misura indicativa dell’anulare della vostra lei!
    • Abbiamo già detto quanto sia importante la garanzia che vi viene consegnata? Bene, perché grazie a essa potete in qualsiasi momento rivolgervi alla gioielleria presso la quale l’avete acquistato. Saranno loro a lucidarlo gratuitamente affinché non perda la sua naturale luminosità.

    Prezzi ed alternative

    proposta di matrimonio

    Ho già detto che un anello di fidanzamento equivale a un discreto investimento economico? Ecco, mettiamo caso che non siate in grado di permettervelo. Oppure, semplicemente con la vostra lei avete scelto d’investire in un viaggio quei soldi. O vi servono per la casa! In ogni caso, se non volete spendere tanto per un anello, abbiamo un consiglio.

    Evitate appunto di cercare anelli di fidanzamento troppo economici. Il primo rischio è quello d’incappare in una fregatura, cercando di pagare meno ma finendo per investire in un anello rischioso. Il secondo è di acquistare un anello con un diamante…troppo piccolo o di brutta fattura.

    A questo punto forse è meglio optare per un ottimo zircone. Se la vostra lei è d’accordo, è una buona soluzione che non toglie niente al simbolismo del gesto. E per quanto riguarda gli altri, non è detto che distinguano la differenza (soprattutto se non sono informati a riguardo).

    Altre possibili alternative economiche, ma valide anche se cercate qualcosa di originale, che vi tiri fuori dai cliché, sono degli anelli con un rubino o uno zaffiro. Sono pietre magari meno preziose in senso assoluto che però costituiscono valide alternative. Sono infatti particolari, sia come colore sia spesso come foggia. Indicatissime dunque sia per chi vuole trovare qualcosa di particolare, sia per chi ha bisogno di un’alternativa economica.