Categoria: Anelli

  • Come abbinare i gioielli ai vestiti, i nostri consigli

    Come abbinare i gioielli ai vestiti, i nostri consigli

    Scegliere come abbinare i gioielli è un passaggio decisivo nel perfezionamento del nostro outfit. Un errore spesso frequente è infatti pensare ai gioielli “solo” alla fine, quando abbiamo già scelto i nostri vestiti. Allora si finisce per adattare qualcosa, sperando che la situazione non sia troppo critica; è così che talvolta nascono dei look infelici. Questo perché spesso si sottovalutano i gioielli, che invece sono una componente fondamentale di ogni outfit.

    Un paio di orecchini eccessivi può “pestarsi i piedi” con la vostra acconciatura, ma potreste scegliere anche la collana sbagliata per la vostra scollatura. Inoltre, c’è da considerare quale accessorio può essere indicato per un’occasione formale. Come vedete, sono molte le variabili da tenere in considerazione, alcune delle quali spesso vengono ignorate. Al contrario la scelta dei gioielli è fondamentale: un giusto accessorio, sufficientemente vistoso e prezioso, può trasformare un vestito completamente casual in qualcosa di diverso. Al contrario, una stoffa particolarmente ricercata può essere accostata a dei monili più semplici più ottenere un effetto di eleganza.

    In questo caso, possiamo parlare di equilibrio, non solo in rapporto ai vestiti ma anche agli altri gioielli. Se indossiamo una collana molto importante, di grandi dimensioni o con dettagli vistosi, gli orecchini dovranno essere piccoli e minimali, se non assenti. Se invece indossate un orecchino importante il consiglio è quello di abbinare una collana dalle linee semplici e delicate.

    Come abbinare i gioielli e scegliere quelli giusti

    abbinare gioielli vestiti look 1

    Se i gioielli devono essere scelti tenendo in considerazione i vestiti con i quali andranno accoppiati, è anche vero che è possibile avere dei criteri base che valgano anche riguardo i gioielli stessi.

    La prima regola aurea, tanto per rimanere in tema, è che i metalli che indossate devono essere sempre abbinati fra essi. Se avete scelto una collana con l’oro, essa vuole oro anche sui bracciali. Questo primo suggerimento vale anche per gli uomini, per esempio nel caso dei matrimoni. Se avete scelto dei gemelli in oro rosso, anche il fermacravatta o il punto luce devono essere tali – e non, per esempio, argento.

    Ogni metallo ha un suo dress code, inoltre.

    L’oro si abbina bene a vestiti di color marrone, rosso acceso, nero, bordeaux. Ottimo accostamento anche con tutta la palette di colori pastello, quali per esempio verde, rosa o azzurro. L’oro è anche una buona scelta per coloro che hanno i capelli biondi o desiderino valorizzare la loro abbronzatura. Di norma, è anche il metallo considerato più formale e quello più indicato per le grandi occasioni.

    I gioielli color argento o acciaio, invece, si prestano più facilmente ad accompagnare look casual e sportivi. Tuttavia, possono essere sfruttati anche per sdrammatizzare e rendere intrigante un outfit più sensuale. Perfetti se abbinati a vestiti dai colori vivaci e accesi come il turchese, il verde smeraldo e il giallo. Non sbagliate mai, però, se li indossate con un elegante abito nero; d’altronde, si dice che il nero stia bene su tutto!

    Less is more

    gioielli orologi bracciali

    I gioielli colorati sono una sorta di jolly: possono darvi una mano per come abbinare i gioielli a vestiti e look a tinta unica. Sono una scelta che permette di vivacizzare tantissimo e, grazie a loro, anche i toni neutri riceveranno un tocco di colore.

    Un’altra piccola dritta è un grande vecchio adagio degli accessori. Se scegliete un paio di orecchini vistosi o una collana importante, è bene che l’altro ceda il passo. Questo vuol dire che se magari avete optato per una collana molto vistosa o colorata, allora meglio scegliere orecchini di piccole dimensioni, magari discreti. Al contrario, se gli orecchini chiamano molta attenzione su se stessi – per esempio, dei modelli a pendente – meglio preferire girocolli delicati e sottili, oppure non indossare nessuna collana.

    L’ultima frase chiave è less is more. Se siete in dubbio, sempre meglio non caricare il vostro vestito. Un solo gioiello, scelto con cura, può rendere meglio di un’intera parure. Specialmente se avete scelto abiti ricchi di fantasie o con colori accesi, è sempre bene non eccedere.

    Come abbinare i gioielli e i vestiti

    come abbinare le collane

    La prima cosa da valutare per quanto riguarda i vestiti è la scollatura. Se avete optato per uno scollo rotondo, allora è preferibile ricorrere a collane corte come collier e girocolli. Qualora invece fosse molto ampio, allora potreste osare collane a pendenti, a più fili o con ciondoli di varie dimensioni.

    Con una camicia con colletto, vi basterà indossare una collana sottile, magari a girocollo, che si lasci intravedere lasciando aperto il primo bottone. Al contrario, le collane lunghe con uno o più giri sono particolarmente indicate per gli scolli alti, come i maglioni e i dolcevita.

    Con l’elegante e sensuale scollatura a V potete optare per collane più sottili e delicate per gli scolli meno ampi, mentre per quelli più profondi potete scegliere i modelli che ne seguono e ne valorizzano la profondità.

    Ultima raccomandazione per quanto riguarda le collane. Specialmente se le indossate tutti i giorni, prestate attenzione! Il tessuto con cui le accostate è importante. Possono impigliarsi con la lana, a esempio, e rovinare il vostro maglioncino preferito.

    Per quanto riguarda gli anelli, invece, vale in parte il principio dell’equilibrio. Se avete scelto un vestito impegnativo, magari con una stoffa lavorata o dei colori intensi, è preferibile avere pochi anelli, più discreti. Anelli più impegnativi, come design e non certo come valore, possono essere sfoggiati con maggiore serenità su outfit casual o sportivi.

    Speriamo che questi piccoli suggerimenti possano esservi d’aiuto! Se invece volete scoprire ancora qualcosa sul mondo dei gioielli, potete consultare le nostre guide riguardanti i diamanti o le perle.

  • Fedi nuziali: cinque cose da sapere

    Fedi nuziali: cinque cose da sapere

    Le fedi nuziali sono un simbolo di amore e fedeltà ormai praticamente universale. Il loro scambio, durante le cerimonie matrimoniali, è uno dei momenti più sentiti (nonché dei più simbolici). Non per nulla, scene di questo tipo sono continuamente utilizzate nel cinema per evocare quest’atmosfera di poesia e magia che solo i matrimoni possono regalarci. Nonostante siano ormai un simbolo universale, ci sono moltissime cose che è possibile sapere sulle fedi nuziali, domande che spesso vengono poste di presenza ma anche cercate sul web.

    Perché indossiamo la fede nuziale sull’anulare?

    Per esempio, perché vengano indossate sul dito anulare. Come per gli anelli di fidanzamento, una facile ricostruzione ci riporta sino ai tempi dell’antica Roma. Qui era credenza comune che l’anulare fosse il dito deputato a contenere la “vena amoris”, collegata al cuore e dunque in qualche modo ai sentimenti. Questo è il motivo per cui l’anulare scelto in genere è quello della mano sinistra, perché più vicina al cuore. Inoltre, era usanza tipica donare alla propria amata due anelli di fidanzamento, sempre da portare su questo dito. Uno era generalmente in oro, da tenere nelle occasioni pubbliche, mentre uno era in ferro e veniva usato in circostanze domestiche.

    Ancora adesso adornare il dito anulare con un anello, anche se non strettamente di fidanzamento o fede nuziale, è considerato sinonimo di armonia con il proprio partner. Ma c’è anche chi lo indossa per simboleggiare la forza del rapporto con la propria famiglia, il legame con i propri cari in generale. In ogni caso, se le altre dita sono legate a diversi significati e valori, l’anulare è certamente il dito riconosciuto come collegato ai sentimenti.

    fedi coppia oro

    Fedi nuziali: quanto costano in media?

    Definire il prezzo medio delle fedi nuziali è un compito quanto mai arduo, perché spesso il loro prezzo dipende dalle oscillazioni del valore dell’oro. Di norma si tende a prezzare al grammo le fedi nuziali “standard”: ciò significa il loro costo tende dunque a rispecchiare il loro reale valore. In genere, considerando un peso fra i 4 e i 6 g possiamo ipotizzare un prezzo fra i 200 ai 300 € ad anello.

    Bisogna poi considerare il costo dell’eventuale rodiatura (per le fedi in oro bianco) o del diamantino, qualora lo si desideri. In genere alle fedi di questo tipo infatti è possibile applicare poche personalizzazioni. La più comune è la scritta al suo interno, che in genere individua la data e i nomi (o le iniziali) della coppia. Questa personalizzazione è in genere inclusa nel prezzo fornito dalla gioielleria.

    Più complesso il discorso per le fedi su commissione. L’oreficeria è infatti una vera e propria arte e non c’è limite al prezzo di questa. Aggiungere poi ulteriori pietre o intarsi preziosi, oltre alla manodopera o alla firma di valore, può incrementare il prezzo a dismisura. Alcune volte invece evitare il passaggio dalla gioielleria può comportare un risparmio in termini di prezzo. Tuttavia, come sempre quando si tratta di cose artigianali, è impossibile preventivare in anticipo – dipenderà moltissimo dalle vostre richieste!

    fedi nuziali oro

    Chi deve pagare le fedi nuziali?

    Partiamo da un presupposto: non c’è un regola fissata per questo. Ogni coppia regola il proprio matrimonio (e di conseguenza le proprie spese) in base alle proprie esigenze. Fatta questa premessa, magari un po’ banale ma doverosa, è anche vero che esistono delle tradizioni più o meno consolidate.

    Il galateo in genere dispone che sia lo sposo a pagare le fedi. Anche a senso, è normale per noi aspettarci che sia lo sposo a donare l’anello alla sposa, e dunque lui – o la sua famiglia – a provvedere in tal senso. Eppure è usanza altrettanto, se non ancora più comune, che siano i testimoni a regalarle agli sposi. Se così avviene l’usanza vuole che sia il testimone più importante dello sposo a portarle all’altare. E, d’altronde, la cortesia vuole che ai testimoni venga corrisposto un regalo di uguale valore.

    Stesso discorso dicasi per quanto riguarda chi deve conservare le fedi sino al matrimonio: se ad acquistarle è stato lo sposo, allora è lo sposo che deve occuparsi di conservale e in genere le porta con sé fino all’altare. Viceversa, è il testimone a non doverle dimenticare, come avviene in moltissime scene di film che abbiamo imparato ad amare!

    Fedi nuziali

    Quali tipi di fedi esistono?

    Ci sono tantissimi modelli di fedi e anche questa è una scelta che spetta agli sposi e che dipende in gran parte dal loro stile. Innanzitutto esiste il modello, diciamo così, classico: generalmente tonda e lievemente smussata. La parte interna è liscia e piatta, la sezione molto fine e la larghezza della fascia è solitamente di 3/4 mm. La mantovana è invece molto piatta all’interno, ma bombata all’esterno e genericamente più alta. Abbiamo poi la francesina, che è una fede sottile e leggera, piatta all’interno e leggermente bombata all’esterno.

    Quanto tempo prima si comprano le fedi nuziali?

    Tendenzialmente la ricerca delle fedi dovrebbe essere fatta tra 1 e 3 mesi prima delle nozze questo perché ce ne sono davvero di tanti tipi e soprattutto perché, se state cercando qualcosa di particolare o con qualche incisione, è bene avere un po’ di tempo per essere certi di avere tutto pronto per il giorno del matrimonio! Non volete incorrere nelle ire della sposa, vero?

  • Anelli di fidanzamento: come sceglierlo

    Anelli di fidanzamento: come sceglierlo

    Esistono momenti che si caricano di un significato straordinario e che ricorderete per tutta la vita. Il momento in cui un uomo – o, perché no, una donna – chiede alla sua dolce metà di sposarlo è uno di questi. Ecco, gli anelli di fidanzamento sono il simbolo, la concretizzazione e il suggello di questa promessa. Oltre al valore materiale, che rappresenta certamente un investimento, è quello che rappresenta a conferirgli la sua preziosità.

    Per questo motivo è molto importante scegliere adeguatamente! Optare per il giusto modello strapperà un sorriso di gioia sincero dalla vostra amata o dal vostro amato. Per questo è sempre bene partire preparati e conoscere su cosa stiamo andando a investire i nostri risparmi. Prima cosa, ci sono sicuramente 5 cose che dovreste sapere riguardo gli anelli di fidanzamento. Invece, per quanto riguarda invece i diamanti potete scoprire molto nel nostro articolo; oggi invece andiamo a scoprire come scegliere il giusto tipo anello di fidanzamento.

    Anelli di fidanzamento: i modelli principali

    Prima di tutto, un suggerimento che non fa mai male: ricordatevi sempre di indagare riguardo la misura del dito della vostra metà. Sarà infatti una delle primissime domande che vi verrà posta dai commessi del negozio!

    Andiamo adesso a scoprire i 4 modelli principali anelli di fidanzamento:

    • Solitari;
    • Trilogy;
    • Trinity;
    • Verette.

    Ognuno di questi modelli ha i suoi estimatori e i suoi detrattori. Come abbiamo detto, genericamente su di essi viene montato un diamante – la scelta più tradizionale, simbolo di durevolezza e inestimabilità. Tuttavia, vi sono anche delle valide alternative, quali a esempio il rubino quale simbolo di un amore passionale e intenso, l’opale come amore sincero, lo zaffiro emblema di fedeltà. O ancora l’acquamarina come augurio di un matrimonio felice e lo smeraldo, famosissimo richiamo del verde speranza.

    Può sembrare una cattiva idea non accostare a un anello di fidanzamento un diamante, ma fidatevi. Specialmente se il diamante “non è all’altezza” – in natura non è affatto così scontato trovarne di rari e preziosi – è meglio talvolta variare, ma non sfigurare. Specialmente se alla vostra dolce metà non interessa più di tanto avere un diamante al dito! A buon intenditor…

    Anelli di fidanzamento solitari

    anello di fidanzamento sorpresa

    L’anello solitario è il “classico” anello che tutti noi custodiamo nel nostro immaginario. Deriva il suo nome dal fatto che un unico diamante sia montato su questo anello, in modo da evidenziarne la preziosità. L’attenzione sarà quindi concentrata sul diamante e sulla montatura. Stiamo parlando di uno fra gli anelli certamente più scelti e sicuramente la prima scelta nell’immaginario generale.

    Simbolo di eleganza e grazia, il solitario è in genere pienamente riconoscibile sul dito di chiunque lo porti. Insieme alla fede nuziale, è il più famoso fra gli anelli.

    Anello di fidanzamento Trilogy

    anello di fidanzamento trilogy

    L’anello trilogy è probabilmente la prima delle varianti scelte. Si tratta di tre diamanti su un’unica montatura, da cui appunto deriva il nome trilogy. Dal punto di vista simbolico, quest’anello è spesso stato interpretato a livello simbolico come una promessa eterna: i suoi tre anelli rappresentano l’amore tributato, quello presente e quello che verrà.

    Allo stesso modo molto spesso viene scelto dalle coppia che scelgono di sposarsi in chiesa, poiché la presenza dei tre diamanti simboleggia anche la trinità del padre, del figlio e dello spirito santo.

    Anelli di fidanzamento Trinity

    Anche qui ritorna il numero tre, un numero caro alla cristianità ma anche noto per essere il numero perfetto. Diversamente dal Trilogy che è arricchito con tre pietre preziose, l’anello Trinity è realizzato intrecciando tre fedi in oro giallo, oro rosa e oro bianco. Ideato da Louis Cartier nel 1924, l’anello Trinity è un gioiello elegante, raffinato e prezioso, icona di stile indiscusso.

    Le fedi che si uniscono hanno un diverso significato: la fede in oro rosa simboleggia l’amore, la fede in oro giallo la fedeltà e quella in oro bianco (inizialmente realizzata in platino) significa l’amicizia. Anche il Trinity ha un significato religioso, e il nome sicuramente lo ricorda. Infatti il Trinity ring è tradizionalmente la fede usata in Russia, indossato sempre sulla mano destra.  

    Anello di fidanzamento veretta di diamanti

    Questa tipologia di anello di fidanzamento è senza dubbio molto preziosa perchè equivale a scegliere la perfezione derivata dal connubio tra oro e diamanti. Il diamante, già simbolo di purezza ed eternità, viene ripetuto per tutto il perimetro della fedina sprigionando una luce ed una brillantezza oltre ogni limite.

    Anello di fidanzamento verretta

    Ne esistono diversi modelli a seconda delle pietre incastonate:

    • Veretta a cinque pietre;
    • A mezzo giro;
    • A giro completo.

    Speriamo che questa breve guida possa esservi stata utile nella vostra scelta. E in bocca al lupo per la vostra proposta alla vostra dolce metà!

  • Anello di fidanzamento: 5 cose da sapere per comprarlo

    Anello di fidanzamento: 5 cose da sapere per comprarlo

    In quanti film, serie tv o libri arriva la scena in cui un personaggio si inginocchia? Pronto a donare l’anello di fidanzamento alla sua bella, prova tangibile e inequivocabile del suo eterno amore? E quale suggestione esercita, di volta in volta, quella scena? Non ci proviamo nemmeno ad analizzare la magia che si nasconde dietro un gesto di quel tipo. Sta di fatto che moltissime di queste scene sono passate alla storia e fanno ormai parte dell’immaginario collettivo.

    anello proposta

    Allo stesso modo, moltissime persone vi diranno che uno dei momenti più belli della propria vita è stato proprio quello in cui si sono trovate dinnanzi, in ginocchio, la persona amata.

    Anello di fidanzamento: com’è cominciata la tradizione?

    Sono sicuro che molti uomini hanno silenziosamente ripensato al primo di loro che ha dato via a questa tradizione, dedicandogli un pensiero d’affetto o meno a seconda della propria esperienza. Perché, lo sappiamo, un anello è anche un investimento economico – oltre che principalmente simbolico. Chissà dunque quanti avranno ripensato a quel primo momento, magari imprecando silenziosamente e pensando “caro mio, ma chi te l’ha fatto fare?”.

    Come molte delle tradizioni di questo tipo, ci sono diverse teoria in merito a come tutto sia cominciato. Andando a ritroso nel tempo, possiamo arrivare sino all’Antico Egitto, dove secondo molti studiosi tutto ebbe inizio. Durante l’età della Roma Antica troviamo l’usanza di donare non uno ma due anelli. Uno era generalmente in oro, da tenere nelle occasioni pubbliche, mentre uno era in ferro e veniva usato in circostanze domestiche. Quindi possiamo già dirci fortunati: almeno nel nostro caso si tratta di scegliere un solo anello! Oltretutto, già i romani consideravano l’anulare come il dito dove indossare l’anello. Questo perché pensavano che esso contenesse la “vena amoris”, collegata al cuore e dunque in qualche modo ai sentimenti.

    La storia ci mostra inoltre esempi illustri di anelli di fidanzamento. Famoso quello che donò, nel 1477, l’arciduca Massimiliano d’Austria alla sua sposa Maria di Borgogna. Un anello che lanciò una vera e propria moda e al contempo una competizione fra i suoi colleghi dell’aristocrazia europea. Nell’800 la tendenza non solo era ormai tradizione consolidata: soprattutto in epoca Vittoria si producevano anelli di fidanzamento particolarmente elaborati, realizzati con smalti vistosi, nonché altri metalli e pietre preziose.

    Famosissimo anche il “The Elizabeth Taylor Diamond”, che prende il nome dalla celebre attrice e stilista e le fu donato da Richard Burton. Il modestissimo anello di fidanzamento costò originariamente la già modica cifra di 300.000 dollari; e fu rivenduto nel 2011 all’asta da Christie’s per 8,8 milioni di dollari. Quindi, se il vostro fidanzato si lamenta per quanto ha speso, potete sempre fargli presente quest’esempio! Certo, il suo valore – oltre che per la sua precedente proprietaria – è dettato anche dalla presenza del diamante. Parliamo di un taglio smeraldo di 33 carati ritenuto uno dei più puri al mondo. Non propriamente alla portata di tutti, diciamo!

    Anello di fidanzamento con diamanti: una piccola guida alla scelta.

    Come abbiamo visto, l’anello di fidanzamento con diamanti è non solo una tradizione consolidata nella storia. Si tratta di un vero e proprio must nell’immaginario comune, il classico momento sognato magari non proprio da tutte tutte, ma sicuramente da moltissime ragazze. Per fare una scelta sensata però è necessario sapere alcune cose:

    • La prima cosa è sicuramente il nostro budget. Considerate che il prezzo all’interno della gamma degli anelli di fidanzamento varia fortemente. Un anello con un diamante modesto va dai 600 ai 900 Euro.
    • Diffidate in tal senso delle super-occasioni sospette; affidatevi a dei professionisti seri e con ampia esperienza nel settore. Soprattutto, richiedete la certificazione per l’acquisto, in modo da sapere effettivamente cosa avete comprato.
    • Ma cosa volete comprare a livello di diamante? Bene! E’ giunto il momento di farsi un’idea decisamente più precisa di quali sono i parametri per scegliere il diamante con la nostra guida ai diamanti.
    • Ancora un dettaglio: prima di andare a confrontare le vostre prime scelte, ricordatevi di avere la misura indicativa dell’anulare della vostra lei!
    • Abbiamo già detto quanto sia importante la garanzia che vi viene consegnata? Bene, perché grazie a essa potete in qualsiasi momento rivolgervi alla gioielleria presso la quale l’avete acquistato. Saranno loro a lucidarlo gratuitamente affinché non perda la sua naturale luminosità.

    Prezzi ed alternative

    proposta di matrimonio

    Ho già detto che un anello di fidanzamento equivale a un discreto investimento economico? Ecco, mettiamo caso che non siate in grado di permettervelo. Oppure, semplicemente con la vostra lei avete scelto d’investire in un viaggio quei soldi. O vi servono per la casa! In ogni caso, se non volete spendere tanto per un anello, abbiamo un consiglio.

    Evitate appunto di cercare anelli di fidanzamento troppo economici. Il primo rischio è quello d’incappare in una fregatura, cercando di pagare meno ma finendo per investire in un anello rischioso. Il secondo è di acquistare un anello con un diamante…troppo piccolo o di brutta fattura.

    A questo punto forse è meglio optare per un ottimo zircone. Se la vostra lei è d’accordo, è una buona soluzione che non toglie niente al simbolismo del gesto. E per quanto riguarda gli altri, non è detto che distinguano la differenza (soprattutto se non sono informati a riguardo).

    Altre possibili alternative economiche, ma valide anche se cercate qualcosa di originale, che vi tiri fuori dai cliché, sono degli anelli con un rubino o uno zaffiro. Sono pietre magari meno preziose in senso assoluto che però costituiscono valide alternative. Sono infatti particolari, sia come colore sia spesso come foggia. Indicatissime dunque sia per chi vuole trovare qualcosa di particolare, sia per chi ha bisogno di un’alternativa economica.

  • Allergia ai gioielli: soluzioni per gestirla

    Allergia ai gioielli: soluzioni per gestirla

    Lasciateci passare il gioco di parole: i nostri orecchini, bracciali, anelli ecc. sono una delle gioie della nostra vita. Eppure non tutti possono indossarli a cuor leggero, ma scoprono ben presto delle fastidiosissime conseguenze. Stiamo parlando in particolare dei soggetti allergici: per quest’ultimi, indossare un gioiello può diventare una vera tortura. L’allergia ai gioielli, tuttavia, non è un problema che possiamo semplicemente “risolvere”; ci sono tuttavia alcuni accorgimenti che possono migliorare la situazione!

    Allergia ai metalli

    Allergia ai gioielli: cosa sappiamo?

    E’ sempre difficile avere a che fare con l’allergia. Prima bisogna capire che si tratta proprio di essa e poi sottoporsi a una serie di test che forniscono delle indicazioni. Anche qui però, la certezza non è mai totale: spesso rimane il dubbio o comunque l’incertezza. Semplificando, potremmo infatti dire che l’allergia è una controffensiva del nostro sistema immunitario verso degli agenti esterni che vengono considerati dannosi. Questa “controffensiva” porta per esempio a riconoscere alcuni cibi o, come in questo caso, alcuni metalli come nocivi e pertanto il nostro corpo reagisce.

    Nel caso dei metalli, la reazione allergica più comune è la dermatite di contatto, che di solito inizia entro le 12 o le 48 ora dal contatto e può avere durata variabile (anche sino a quattro settimane). La parte interessata può essere quella che entra a contatto col metallo ma anche un’altra. Anche per questo è particolarmente difficile riconoscere l’allergia.

    Le manifestazioni più comuni sono: (fonte Informazioni mediche)

    • Rash cutaneo
    • Prurito
    • Arrossamenti o cambiamenti di colore della pelle
    • Chiazze di pelle secca che sembrano ustioni
    • Vesciche e liquido drenante nei casi più gravi
    • La sudorazione nel punto di contatto con il nichel può peggiorare i sintomi.

    Il nichel: l’indiziato numero 1 delle allergie

    Questa parola è un incubo per molte persone che soffrono di allergie. E non solo in quel campo che coinvolge i metalli in senso stretto, dato che è contenuto in anche moltissimi beni alimentari! In questi casi l’indiziato numero 1 è sempre il nichel. Si tratta di un metallo fortemente utilizzato nel campo dell’oreficeria per le sue doti di duttilità e durevolezza, che risultano molto utili – se si combinano i metalli – per lavorarne di più teneri come oro e argento.

    Giacché l’allergia al nichel è molto diffusa, si è subito portati a pensare a quella. Ma in realtà sono diversi i metalli a cui si può risultare allergici, per esempio il cromo, il cobalto o il palladio. Oppure, si è indotti a pensare di non essere allergici al nichel perché magari si sono evitati i gioielli che lo contengono; tuttavia, molti materiali (come per esempio l’acciaio chirurgico) risultano alla fine essere non privi di nichel.

    Cosa fare dunque in questi casi? Rassegnarsi a posare tutti i nostri bracciali, anelli, orecchini e collane nelle scatole? Una volta riscontrata l’allergia, infatti, è molto complesso riuscire a svincolarsene. Per quanto riguarda il profilo alimentare, che ovviamente è diverso e volendo più importante, spesso se ne assumono piccole quantità per insegnare al corpo a tollerarlo. L’alternativa è rinunciare a tantissimi cibi, a seconda di quanto si è allergici: cioccolato e frutta secca di diversi tipi sono sicuramente i primi, dato il loro alto contenuto. Ma anche pomodori, patate e molti altri cibi meno sospetti. Ma se si tratta di oreficeria, come possiamo gestire il problema?

    allergia dermatite

    Allergia ai gioielli: soluzioni per gestirla

    I primi metodi che ci vengono in mente sono anche i più semplici. Oltre all’ovvia rinuncia, che però in questo caso è per noi una non-soluzione, ci sono altre possibili vie.

    Una particolarmente efficace passa dall’uso di “separatori” fra i metallo e la nostra pelle. Se è qualcosa che stiamo indossando, come cerniere, bottoni o fibbie (o anche collane), possiamo semplicemente interporre uno strato di tessuto, dei nostri vestiti, fra il metallo e l’epidermide.

    In questo senso funzionano molto bene, per quanto riguarda gli orecchini, dei gommini in silicone.

    Un’altra validissima opzione è usare dei prodotti che agiscano quali “inibitori”: per esempio, degli smalti che però funzionano da isolanti per la pelle.

    Se vogliamo tuttavia evitare alla nostra pelle il contatto con smalti o silicone (che, alla lunga, possono diventare a loro volta irritanti), allora possiamo valutare di adoperare dei gioielli che non contengano metallo. Ne esistono di diversi tipi, validi per tutti i gusti!

    Una validissima abitudine rimane quella di pulire spesso i propri gioielli, praticamente ogni qual volta li togliamo o scegliamo d’indossarli. Questa pratica non solo aiuta i soggetti allergici, ma anche chi non lo è. Se a questa sana abitudine aggiungiamo quella di far prendere aria alla pelle possiamo quantomeno fare qualcosa.

    Non esistono colpi di bacchetta magica in grado di risolvere problemi come le allergie, ma sicuramente possiamo prendere degli accorgimenti che ci permetteranno di migliorare molto le soluzioni! Specie se sono soluzioni poco invasive e quanto più naturali è possibile. A proposito di soluzioni naturali, hai letto dei consigli naturali per pulire l’argenteria?

  • Diamanti: tutto quello che serve sapere

    Diamanti: tutto quello che serve sapere

    Diciamo la verità, chi non si è mai fermato dietro una vetrina che espone queste piccole e meravigliose gemme di nome diamanti? Chi non è mai stato ammaliato dalla brillantezza, dallo sfavillio, dai mille colori che emanano queste piccole pietre scintillanti? Chi non li ha mai desiderati per vanità o per cupidigia o per investire il proprio denaro? Ebbene sì, stiamo parlando di quella pietra preziosa e rara chiamata diamante.

    Questa meraviglia della natura è un minerale formato da carbonio, così come la grafite; solo che si differenzia da quest’ultima sia per l’aspetto che per le caratteristiche fisiche.

    Infatti il diamante è trasparente, durissimo, raro. La grafite è scura, tenera, abbastanza diffusa.

    Quello che li ha resi così differenti sta proprio nel sito che li ha formati, i diamanti sono nati a grandi profondità all’interno della terra. Hanno impiegato molto, moltissimo tempo per formarsi. In questo modo gli atomi di Carbonio si sono “collocati” ai vertici di ideali figure geometriche, cubi soprattutto, ed è questa geometria che crea i giochi di luce che conosciamo.

    diamante disegno

    La loro crescita impiega tanto tempo e per questo sono preziosi ed è difficile trovare un brillante di grandi dimensioni.

    Diamanti: non solo bellissimi, ma anche straordinariamente utili

    I diamanti sono certamente meravigliosi. I loro giochi di luce e le mille sfaccettature li rendono affascinanti e per la loro estetica sono certamente molto apprezzati. Quello che però forse molti di voi non sanno è che i diamanti sono anche pietre estremamente utili, e tutto questo per la loro durezza. Avete mai sentito l’espressione punta di diamante? In genere, nel linguaggio figurato, può indicare l’elemento migliore del gruppo, quello più forte e in grado di superare ogni ostacolo. In realtà questo modo di dire deriva dall’oreficeria e vuole collegarsi alla punta di diamante che è utilizzata per tagliare gli altri materiali, spesso e volentieri le altre pietre. Se non l’avete mai vista all’opera, vi suggeriamo di dare un occhio: il risultato può essere impressionante!

    Diamanti: il peso (o Carat Weight)

    Il Carat Weight può essere considerato come il parametro riferibile al peso del diamante. Ad ogni carato, l’unità di peso del diamante, corrispondono 0,2 grammi. La caratura, ovvero la misurazione in carati, è divisibile in 100 unità di misura, per cui un diamante da 0.75 carati può essere indicato anche come un diamante di 75 punti (e avrà come peso 0.75 gr e come dimensione 5.9 mm). Spesso si crea un po’ di confusione, anche a causa del nome, fra il Carat Weight e le dimensioni. 

    La crescita del prezzo di un diamante di un carato non è proporzionale alla crescita del suo peso. Questo perché il diamanti più pesanti sono ancora più rari in natura, per cui un diamante cospicuamente più grosso avrà un prezzo rilevantemente più alto a parità di colore, purezza e taglio.

    Diamanti: il colore da D a L

    Come si intuisce facilmente, qui parliamo della gamma cromatica dei diamanti. Voi penserete: ma io immagino il diamante “trasparente”! Ebbene, in realtà solo le pietre più rare sono di color bianco ghiaccio (o meglio, bianco eccezionale secondo la classificazione del Gemological Institute of America (GIA). E’ stato infatti quest’istituto a stabilire una scala che va da D (incolore, quindi più vicino al trasparente, le più rare e costose) sino a Z. Dopo D troviamo il colore E (bianco eccezionale), F (bianco extra +), G (bianco extra), H (bianco), I-J (bianco leggermente colorito), K-L (bianco colorito), M-N-O-P-R-S-Z (colorito). I diamanti che solitamente trovate in gioielleria vanno dal colore F al colore H, a seconda della loro qualità.

    La purezza della pietra (o Clarity)

    La purezza di un diamante valuta la presenza di “impurità”, dette in gergo tecnico inclusioni, presenti nella pietra preziosa. Di norma tutti i diamanti mostrano al loro interno tali inclusioni, che in genere tendono a non essere visibili a occhio nudo e assumono diverse forme. Proprio perché poco visibili in genere per vederle è necessario indossare lenti d’ingrandimento molto potenti, in grado di individuare dettagli altrimenti invisibili. Compaiono durante la formazione dei diamanti nel sottosuolo e sono assimilabili a caratteristiche naturali di identificazione.
    La posizione di un’inclusione può contribuire a determinare il valore di un diamante, anche perché alcune di essere possono essere nascoste dalla montatura del gioiello e quindi risultano meno evidenti. In ogni caso è estremamente raro trovare un diamante completamente privo di tali impurità.


    Le inclusioni sono valutate su di una scala di perfezione, nota come purezza, stabilita dal Gemological Institute of America (GIA). Un’inclusione al centro o sulla tavola del diamante potrebbe influenzare la dispersione della luce, diminuendo quindi la luminosità della pietra. Maggiore è la purezza del diamante, maggiore sarà anche la luminosità, il valore e la rarità della pietra.

    Il taglio della pietra

    Il taglio è il fattore principale da cui si evince la brillantezza del diamante, cioè la restituzione della luce assorbita attraverso le diverse facce.

    Il taglio si analizza anche in base alla forma, allo stile ed alla qualità.

    La forma può essere tonda, a cuore, a goccia, quadrata etc.. Lo stile è il tipo di lavorazione ed il più prezioso è il quello “brillante” caratterizzato dalla realizzazione di 57 facce che garantiscono il massimo della brillantezza possibile. La qualità è invece la valutazione complessiva sulla pulitura, simmetria e proporzione delle facce.

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